Azienda abilitata al rilascio della dichiarazione di conformità degli impianti

secondo norme CEI come stabilito dal D.L . 22/01/2008 n.° 37 (ex legge 46/90)

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Molti impianti elettrici nelle abitazioni non sono mai stati controllati, altri sono obsoleti e non a Norma, con dei rischi elevatissimi per le persone che vivono in quegli ambienti.

14 febbraio 2020

LA NORMA SUGLI IMPIANTI ELETTRICI

Per ovviare a questo preoccupante problema, il CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) ha redatto quella che oggi viene considerata la principale normativa per gli impianti elettrici, cioè la CEI 64-8.

Questa riguarda gli impianti con tensione nominale non superiore a 1.000 V in corrente alternata e 1.500 V in corrente continua, per cui riguarda sostanzialmente tutta l’impiantistica in bassa tensione delle abitazione e delle industrie.

Con il tempo si sono susseguite varie edizioni e l’ultima non tiene conto solo dei parametri di sicurezza per le persone o le cose, ma garantisce anche un livello minimo di prestazioni per ogni impianto.

3 LIVELLI DI PRESTAZIONI

Gli impianti elettrici possono essere classificati in 3 diverse tipologia a seconda del tipo di finalità e di prestazione richiesta.

Livello 1 – BASE: vengono stabiliti gli standard qualitativi e quantitativi minimi. Quindi vengono fissati i punti luce minimi, i punti presa, ecc…

Livello 2 – STANDARD: è un impianto più versatile che permette un sistema di controllo tale da scollegare solo alcune zone senza dover staccare l’intero impianto.

Livello 3 – DOMOTICA: riguarda tutti quei sistemi avanzati dal punto di vista tecnologico che permettono il controllo remoto dei dispositivi utilizzatori. Es: impianti di videosorveglianza, gestione delle temperature interne, rilevazione fumo e gas, …

CONDIZIONI DI SICUREZZA

La normativa sugli impianti elettrici dedica ampio spazio a tutti i controlli, le verifiche e le installazioni per garantire il massimo della sicurezza. Lo scopo è quello di evitare pericoli e ridurre inconvenienti in caso di guasto, facilitare le operazioni di manutenzione degli impianti elettrici, tenere conto dei rischi dovuti all’ambiente esterno, …

COSA PREVEDE LA NUOVA NORMATIVA SUGLI IMPIANTI ELETTRICI

Ci sono alcuni importanti cambiamenti che un buon impiantista deve prendere in considerazione quando progetta e installa un impianto elettrico ex-novo.

DIMENSIONAMENTO

Per tutti le abitazioni fino a 75 mq, l’impianto deve essere dimensionato per sostenere una potenza minima di almeno 3 kW. Le abitazioni superiori a 75 mq devono invece essere progettate con un impianto elettrico con potenza minima di almeno 6 kW.

In questo modo, se anche dovessero cambiare le esigenze future in termini di richiesta energetica, non bisognerà intervenire sull’impianto esistente, ma si avrà la situazione già predisposta. Spetta ovviamente all’utente scegliere la potenza contrattuale con l’erogatore di energia.

IL MONTANTE

La normativa lo definisce come il tratto di conduttura che collega il contatore dell’ente erogatore con il quadro dell’abitazione.

Questa deve avere una sezione minima di 6 mmq. In questo modo si garantisce la corretta tensione all’impianto durante la fase di esercizio.

Sono inoltre consigliati gli interruttori differenziali alla base del montante con una buona resistenza contro gli scatti intempestivi.

INTERRUTTORE GENERALE

L’interruttore generale permette di spegnere l’impianto e di isolarlo dall’energia elettrica. La sua scelta varia a seconda del dimensionamento.

In particolare per impianti elettrici domestici da 3kW si sceglie un interruttore da 25A, per impianti da 6kW si considera un interruttore da 32A.

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE

Abbiamo già parlato in un precedente articolo dell’utilità degli interruttori magnetotermici. La normativa sugli impianti elettrici prevede inoltre la presenza di almeno 2 interruttori differenziali così da dividere l’abitazione in almeno due circuiti differenti.

In questo modo si evita il black out completo dell’abitazione in caso di sovraccarico solo di una parte dell’impianto.

IL QUADRO ELETTRICO

Rappresenta il centro operativo di tutto il sistema. La nuova normativa aggiornata sugli impianti elettrici, impone l’installazione di un quadro per cui ci sia uno spazio libero aggiuntivo del 15% dei moduli installati. In ogni caso gli spazi liberi per i moduli aggiuntivi devono essere almeno 2.

In questo modo si garantisce all’utente la possibilità di fare delle modifiche e delle aggiunte nel tempo.

ALCUNE DISPOSIZIONI AGGIUNTIVE

Devono essere posizionati degli interruttori in prossimità delle porte dei vari locali. Possono essere installati sia all’interno che all’esterno e hanno lo scopo di rendere gli utilizzatori più facilmente fruibili.

Le varie cassette portafrutti devono conservare uno spazio interno libero pari almeno al 30%, così da non essere sovraccariche.

In corrispondenza di almeno una presa TV all’interno dell’appartamento devono essere previste 6 prese di energia. In questo modo si dà all’utente la possibilità di collegare altri dispositivi senza utilizzare prese mobili o prolunghe.

CONCLUSIONI

La normativa CEI64-8 tratta in maniera esaustiva tutte le problematiche che riguardano l’installazione degli impianti elettrici. In questa semplice guida abbiamo cercato di mettere in risalto quelli che sono gli aspetti salienti della norma e le novità.

Superbonus 110%: novità per pannelli fotovoltaici e colonnine

15 gennaio 2020

Il Senatore Santillo ha anche anticipato che è al lavoro per riconoscere il superbonus ai pannelli fotovoltaici e alle colonnine di ricarica elettrica, senza la necessità che tali interventi debbano essere collegati agli interventi trainanti.

In più, ha espresso l'intenzione di allungare la tempistica di utilizzo della cedibilità del credito da 5 a 10 anni nel caso in cui il committente non riesca ad assorbire l’intero credito in 5 anni. Si lavora anche per includere le demolizioni e ricostruzioni nel meccanismo.

Inoltre, ha confermato la volontà del Parlamento, come dimostrano gli emendamenti presentati dal M5S, di riconoscere il superbonus 110% a tutte le seconde case e di estenderlo oltre il 2021; sulla questione Santillo ha anticipato che, se non fosse possibile ottenere il via libera nella legge di conversione del DL Rilancio, si ritenterà in sede di Legge di Bilancio o nel decreto Milleproroghe.